Fare prevenzione per la salute femminile: dal vaccino per l’HPV, a PAP test e HPV test

Prevenzione Raffaela Di Pace

Test e controlli preventivi: cosa c’è da sapere

La prevenzione ginecologica si basa su diversi strumenti, ognuno con una funzione specifica. Oggi sono disponibili vaccini, test diagnostici e programmi di screening organizzati dal Servizio Sanitario Nazionale che permettono di ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare alcune patologie dell’apparato riproduttivo femminile.

Per questo motivo è importante comprendere la differenza tra prevenzione primaria e prevenzione secondaria, e sapere quando e perché effettuare i controlli consigliati.

Una delle domande più frequenti che mi fanno le pazienti riguarda la prevenzione del tumore del collo dell’utero: è necessario vaccinarsi contro l’HPV? E se sono vaccinata, devo fare comunque i controlli?

La risposta richiede una spiegazione più completa. Oggi esistono strumenti molto efficaci che consentono sia di prevenire l’infezione, sia di individuare precocemente eventuali lesioni prima che possano evolvere in patologie più importanti.

I tumori dell’utero: una distinzione importante

Quando si parla di “tumore dell’utero”, spesso si fa riferimento a una sola patologia. In realtà esistono due forme principali che interessano parti diverse dell’organo.

Tumore dell’endometrio

Il tumore dell’endometrio riguarda il tessuto che riveste la cavità uterina, cioè quello che ogni mese si sfalda durante la mestruazione e che accoglie l’embrione in caso di gravidanza.

È più frequente nelle donne in post-menopausa ed è generalmente associato a fattori ormonali e metabolici.

Per questo tumore non esiste un programma di screening di popolazione né una vaccinazione preventiva, come invece accade per il tumore della cervice.

La prevenzione si basa quindi su:

  • attenzione ai sintomi;
  • controlli ginecologici periodici;
  • gestione dei fattori di rischio;
  • uno stile di vita equilibrato.

Tra i segnali da non sottovalutare ci sono eventuali sanguinamenti anomali, soprattutto dopo la menopausa.

Tumore del collo dell’utero (tumore della cervice)

Il tumore della cervice interessa la parte più bassa dell’utero, che si trova nella vagina.

Nella maggior parte dei casi è correlato all’infezione da Papilloma Virus umano (HPV) ed è quindi associato all’attività sessuale.

A differenza del tumore dell’endometrio, in questo caso esistono strumenti molto efficaci di prevenzione:

  • vaccinazione contro l’HPV, dagli 11-12 anni (prevenzione primaria);
  • screening con PAP test e HPV test (prevenzione secondaria).

Prevenzione primaria: la vaccinazione contro l’HPV

La prevenzione primaria ha l’obiettivo di evitare l’infezione.

Nel caso del tumore del collo dell’utero, questo è possibile grazie alla vaccinazione contro il Papilloma Virus (HPV), attualmente l’unico vaccino a nostra disposizione per prevenire un tumore.

Il vaccino protegge contro 9 ceppi di HPV, tra quelli più frequentemente responsabili delle forme tumorali.

È efficace nella prevenzione del tumore del collo dell’utero,  ma anche della vagina, della vulva ,dell’ano e di buona parte dei tumori del cavo orale.

A chi è consigliata la vaccinazione?

Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale offre gratuitamente il vaccino contro l’HPV a ragazze e ragazzi intorno agli 11-12 anni, con alcune differenze organizzative tra le regioni.

In molte regioni italiane, la vaccinazione è gratuita fino ai 26 anni sia per le donne sia per gli uomini.

È importante ricordare che l’HPV non riguarda solo la popolazione femminile: anche gli uomini possono contrarre e trasmettere il virus, oltre a sviluppare patologie HPV-correlate.

Vaccinare anche i ragazzi è quindi importante perché:

  • protegge direttamente la loro salute;
  • riduce la circolazione del virus nella popolazione, contribuendo alla cosiddetta immunità di gregge.

La vaccinazione effettuata in adolescenza garantisce la massima efficacia, perché avviene prima dell’eventuale esposizione al virus.

È utile vaccinarsi anche in età adulta?

Sì, la vaccinazione può essere utile anche in età adulta e anche se si è già contratta un’infezione da HPV.

Questo perché:

  • spesso l’infezione riguarda solo uno o pochi ceppi virali;
  • il vaccino può rafforzare la risposta immunitaria;
  • protegge da altri ceppi ad alto rischio.

Prevenzione secondaria: PAP test e HPV test

Se la vaccinazione serve a prevenire l’infezione, la prevenzione secondaria ha l’obiettivo di individuare precocemente eventuali lesioni precancerose, prima che possano evolvere in tumore.

PAP test: che cos’è?

Il PAP test prende il nome dal suo inventore, Georgios Papanicolaou (1883-1962) medico greco pioniere della citopatologia.

Attraverso un prelievo di cellule dal collo dell’utero, questo esame permette di individuare eventuali alterazioni cellulari che possono indicare una trasformazione in senso neoplastico.

In parole semplici, il PAP test consente di capire se alcune cellule stanno iniziando a modificarsi in modo anomalo.

Poiché queste alterazioni si sviluppano lentamente, il test permette di intervenire quando le lesioni sono ancora in fase iniziale e facilmente trattabili.

HPV test: che differenza c’è?

L’HPV test ricerca invece direttamente il DNA del virus.

Questo esame permette di:

  • identificare la presenza dell’infezione;
  • individuare il ceppo virale;
  • distinguere tra ceppi a basso e ad alto rischio oncogeno.

Entrambi gli esami vengono eseguiti tramite un semplice prelievo di cellule dal collo dell’utero.

Il campione viene raccolto in due zone:

  • la parte esterna della cervice;
  • il canale cervicale.

Questo consente di analizzare la cosiddetta zona di trasformazione, ovvero l’area in cui più frequentemente si sviluppano le alterazioni legate all’HPV.

Che cos’è lo screening e perché è importante

Lo screening è un programma organizzato dal Servizio Sanitario Nazionale che invita periodicamente le donne a effettuare controlli preventivi gratuiti.

L’obiettivo è individuare eventuali alterazioni prima che diventino un problema clinico.

Nel caso delle patologie correlate all’HPV, lo screening prevede generalmente:

  • Pap test nelle donne più giovani
  • HPV test a partire dai 30 anni circa, secondo le indicazioni regionali.

Questi programmi sono organizzati sulla base dei dati epidemiologici della popolazione generale.

Tuttavia, il rischio individuale può variare in base a diversi fattori, tra cui:

  • fumo;
  • numero di partner;
  • età di inizio dell’attività sessuale.

Per questo motivo, oltre allo screening gratuito previsto a livello nazionale, è possibile eseguire PAP test o HPV test anche durante una visita ginecologica o presso i consultori.

Dove si fa lo screening

Lo screening può essere effettuato:

  • nei consultori familiari;
  • negli ambulatori ospedalieri;
  • nelle strutture territoriali convenzionate con il Servizio Sanitario.

Come si prenota

Nella maggior parte dei casi non è necessario prenotare autonomamente.

Il Servizio Sanitario invia direttamente una lettera o una comunicazione con l’appuntamento.

In alternativa è possibile:

  • contattare il numero indicato nella comunicazione;
  • prenotare tramite CUP regionale;
  • rivolgersi al proprio medico o consultorio.

Lo screening è gratuito perché rientra nei programmi di prevenzione pubblica finanziati dal Servizio Sanitario Nazionale.

Se mi vaccino devo fare comunque i controlli?

Sì, anche le donne vaccinate devono continuare a effettuare PAP test o HPV test.

Questo perché:

  • la copertura vaccinale non è del 100%;
  • il rischio si riduce molto, ma non si azzera completamente.

La vaccinazione rappresenta la prevenzione primaria, mentre PAP test e HPV test sono strumenti di prevenzione secondaria.

Questi due livelli di prevenzione non si sostituiscono, ma lavorano insieme per ridurre il rischio di malattia.

Un modello virtuoso: l’esempio dell’Australia

In Paesi come l’Australia, dove dal 2013 la vaccinazione HPV è stata estesa a entrambi i sessi e promossa su larga scala, la copertura vaccinale tra gli adolescenti ha raggiunto circa il 95%.

In questo contesto, l’incidenza del tumore del collo dell’utero è diminuita drasticamente e la malattia è considerata potenzialmente eliminabile come problema di salute pubblica nei prossimi decenni.

Questo esempio dimostra quanto siano efficaci gli strumenti di prevenzione disponibili, quando vengono utilizzati correttamente.

La prevenzione: lo strumento più efficace a lungo termine

Oggi esistono strumenti molto efficaci per prevenire i tumori dell’apparato genitale femminile.

Utilizzarli nei tempi e nei modi corretti permette di ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare il tumore del collo dell’utero.

La prevenzione non è un intervento occasionale, ma un percorso di attenzione alla propria salute che accompagna la donna lungo tutto l’arco della vita.

Hai dubbi o domande sui controlli ginecologici o sui test di prevenzione?
Contatta lo studio per ricevere informazioni o prenotare una visita.

FAQ – Domande frequenti su vaccinazione HPV e controlli ginecologici

1. Il tumore dell’utero e il tumore del collo dell’utero sono la stessa cosa

No. Il tumore dell’utero può interessare l’endometrio, cioè il rivestimento interno della cavità uterina, oppure il collo dell’utero (cervice), che è la parte più bassa dell’organo.
Nella maggior parte dei casi, il tumore della cervice è legato all’infezione da HPV, mentre quello dell’endometrio è più frequente in post-menopausa ed è spesso associato a fattori ormonali o metabolici.

2. La vaccinazione contro l’HPV è davvero efficace?

Sì, la vaccinazione rappresenta la prevenzione primaria del tumore del collo dell’utero e protegge dai ceppi virali responsabili della maggior parte delle forme tumorali. Riduce in modo significativo il rischio di sviluppare lesioni precancerose e tumori nel corso della vita.

3. Se mi vaccino devo comunque fare PAP test o HPV test?

Assolutamente sì! Anche dopo la vaccinazione, è necessario continuare a effettuare i controlli previsti dalle linee guida. La copertura vaccinale è molto alta, ma non totale, e non protegge da tutti i ceppi virali.

4. Qual è la differenza tra PAP test e HPV test?

Il PAP test analizza le cellule del collo dell’utero per individuare eventuali alterazioni.
L’HPV test invece ricerca direttamente il DNA del Papilloma Virus e permette di identificare il ceppo virale eventualmente presente.

5. È possibile vaccinarsi anche in età adulta?

Sì, la vaccinazione può essere utile anche dopo i 25 anni e anche se si è già avuta un’infezione da HPV, perché protegge da ceppi virali diversi da quelli eventualmente già contratti e può contribuire a ridurre il rischio futuro.

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